Lampade di emergenza: cosa sono e come funzionano

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Gli impianti elettrici installati all’interno di strutture abitative o ambienti di lavoro sono apparati piuttosto complessi, che includono non soltanto i dispositivi di illuminazione o quelli predisposti per l’alimentazione degli elettrodomestici (le prese). Un impianto realizzato “secondo la regola dell’arte”, come disposto dalla normativa di riferimento, deve essere progettato ed allestito da un’impresa specializzata (ed in possesso della necessaria abilitazione), in modo tale da risultare conforme alle disposizioni di legge in materia, specie per quanto riguarda la sicurezza e l’affidabilità. Uno degli elementi che spesso vengono inclusi all’interno di un impianto a norma sono le lampade d’emergenza: vediamo di seguito di cosa si tratta e come funzionano.

Cos’è una lampada d’emergenza

Come si può intuire dal nome stesso, una lampada di emergenza è un dispositivo di illuminazione che si attiva in presenza di particolari condizioni di emergenza. In linea generale, si tratta di una lampada che si accende quando si interrompe l’alimentazione da parte dell’impianto e va via la luce. A tal proposito, è necessario sottolineare come ne esistano di due tipi: SE (Solo Emergenza) e SA (Sempre Accese). Le prime si attivano solo quando, a causa di un black out, gli altri dispositivi di illuminazione smettono di funzionare; le seconde, invece, assolvono la stessa funzione ma restano accese anche quando l’impianto elettrico funziona regolarmente. In genere rappresentano una soluzione particolarmente utilizzata in contesti ben precisi, come ad esempio gli ambienti di passaggio all’interno di complessi di uffici o altri luoghi adibiti principalmente a scopi civili ma non abitativi. Per quanto riguarda l’allestimento, vi sono le lampade a bandiera (ossia applicate alla parete solo dal da lato) e quelle a parete; tra queste vi sono quelle che possono essere parzialmente incassate nella muratura e modelli che invece vengono installati ad un supporto specifico.

Come funziona una lampada di emergenza

Il funzionamento di una lampada di emergenza dipende dal modello del dispositivo. Quelle SE, più adatte ad ambienti domestici, si attivano in caso di black out così da assicurare almeno una fonte luminosa anche quando le altre non sono in funzione. Le lampade SA, invece, offrono anche illuminazione extra ad ambienti di passaggio, come ad esempio corridoi, sottopassaggi e simili.

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Per questo trovano applicazione principalmente all’interno di strutture non abitative. La tecnologia di illuminazione, invece, è quasi sempre a LED; rispetto a qualche anno fa, infatti, i diodi a emissione luminosa hanno soppiantato le lampade fluorescenti e le PL, soprattutto perché funzionano a bassa energia e sono particolarmente durevoli. In tal modo, possono assicurare un’autonomia e una resistenza maggiori.

Come sostituire una lampada d’emergenza

Nel caso in cui sia necessario sostituire una lampada guasta, è possibile occuparsene in prima persona seguendo pochi e semplici passaggi. La prima cosa da fare è individuare il dispositivo con il quale sostituire quello già esistente; se quest’ultimo è particolarmente datato, è bene cercarne uno ‘compatibile’ con la cassetta già presente: a tal proposito ci si può rivolgere ad un tecnico oppure consultare lo store online di un rivenditore autorizzato, come ad esempio www.emmebistore.com, per avere una panoramica completa delle specifiche di diversi modelli. Una volta comprata la lampada nuova, si può procedere alla sostituzione; in casa, di solito, le luci si trovano sopra una delle porte interne, quindi è consigliabile procurarsi un supporto adeguato, oltre agli strumenti adatti. La prima cosa da fare è, naturalmente, staccare l’alimentazione dell’impianto, per poter lavorare in tutta sicurezza; dopo di che si può procedere a smontare la lampada, partendo dalla scossa esterna. Poi bisogna rimuovere la mascherina, togliendo le viti o facendo leva sulle alette laterali, a seconda del modello. Dopo aver staccato i fili elettrici dai morsetti, si può procedere ad installare la lampada nuova, ricollegando i fili e fissando le parti alla cassetta o ai supporti a parete.

 

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