Vetri cromogenici: caratteristiche e tipologie

vetri cromogenici

L’evoluzione tecnologica negli ultimi 20 anni ha avuto un’ascesa inarrestabile anche per quel che concerne i vetri, che rappresentano un elemento importante all’interno di un edificio soprattutto in termini di sostenibilità e risparmio energetico .

Negli ultimi anni sta emergendo una tendenza molto chiara riguardo alle superfici vetrate e cioè il fatto che nella scelta ci si orienta sempre sul risparmio energetico e sulla volontà di trovare il giusto equilibrio tra il clima che c’è all’esterno e quello interno.

Quindi sono molto scelte e apprezzate determinate tipologie di vetro che riescono a coniugare sia la quantità che la qualità della luce nell’edificio in questione: tra queste annoveriamo anche i vetri cromogenici.

I vetri cromogenici o smart windows come altri tipi di vetro simili, hanno la capacità di svolgere funzioni molto particolari e importanti come per esempio una notevole aerazione, la protezione della vista, l’anti-abbagliamento e tante altre.

Questi tipi di vetro non sono solo quindi un punto di passaggio per la luce, ma sono quasi un filtro utile per altre funzioni, svolte attraverso l’interazione con l’ambiente esterno. Andando nello specifico, i vetri cromogenici hanno la capacità di assumere un comportamento che viene condizionato dalla temperatura, dalla luce e dal potenziale elettrico.

Questi cambiamenti si esprimono attraverso un passaggio durante il quale la radiazione solare sarà assorbita in maniera parziale o totale, a differenza di prima nella quale era trasparente e filtrava in maniera completa.

Quindi questo tipo di vetro può essere definito oscurabile. Andiamo ora a vedere insieme quali sono le tipologie di vetro, cercando di andare nello specifico il più possibile.

Vetri cromogenici: quali sono le tipologie?

I vetri cromogenici si possono suddividere in altre sottocategorie, la cui denominazione avviene sulla base del fattore che si sta prendendo in esame. Innanzitutto parliamo dei vetri termocromici che sono determinati dalla temperatura.

Questo tipo di vetro possiede delle proprietà ottiche, che subiscono variazioni in base alla temperatura e questo significa che, più quest’ultima aumenta, più i vetri avranno la tendenza ad opacizzarsi, mentre al contrario, cioè quando si abbassa, ritorneranno ad essere trasparenti.

Nel momento in cui un professionista deciderà di utilizzarli nel settore edile, dovrà essere bravo ad impostare la temperatura, che determina il funzionamento dei vetri, in maniera tale che venga garantito il benessere per le persone che abiteranno nell’edificio in questione.

Poi abbiamo i vetri elettrocromici che sono particolari perché sono essenzialmente fatti da diversi strati: questo significa che la loro struttura è costituta da un elettrolita: quest’ultimo a sua volta è immesso in 2 elettrodi, incorporati in mezzo a 2 conduttori trasparenti.

Nel momento in cui viene attivata una tensione elettrica si innescherà una reazione elettrochimica ,che causerà lo spostamento di ioni all’elettrodo, che andrà a provocare un cambiamento del colore del componente.

Se si vorrà ottenere il ritorno alla trasparenza bisognerà semplicemente invertire la polarità. Inoltre abbiamo i vetri fotocromici che mutano le loro caratteristiche ottiche sulla base dell’esposizione al solo:più è alta la radiazione e più diventano scuri e viceversa.

Infine abbiamo i vetri a cristalli a liquidi:in questo caso i cristalli si orientano diversamente e precisamente nel momento in cui tra gli elettrodi c è una differenza di potenziale applicata e lo stesso concetto è valido per i sistemi a particelle sospese.

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