Morciola–Urbino: allungamento della Montelabbatese e collegamento Pesaro–Urbino. ChatGPT stima i tempi: anche 20 anni

Urbino

Da giorni la notizia rimbalza sulle edizioni locali: finalmente è stata firmata la convenzione tra ANAS e Regione per l’avvio della progettazione del collegamento Pesaro-Urbino, con priorità al tratto Morciola–Urbino.

Un collegamento veloce tra Pesaro e Urbino è da sempre uno dei grandi sogni della viabilità marchigiana. Con l’impegno di ANAS a sviluppare la progettazione preliminare dell’itinerario, dando priorità al tratto Morciola–Urbino, la speranza si riaccende. Ma quanto tempo servirà davvero per vedere i cantieri e, soprattutto, le auto percorrere la nuova arteria?

Per provare a capirlo, abbiamo chiesto a ChatGPT di simulare l’iter tecnico-amministrativo e ipotizzare le tempistiche, confrontandole con altre grandi opere italiane. Il verdetto non lascia spazio a facili entusiasmi.

L’iter “canonico” delle opere stradali

Gli step successivi canonici, dopo l’impegno di ANAS a sviluppare la progettazione preliminare e a trasmettere la documentazione al MIT, seguono uno schema abbastanza standard per opere infrastrutturali di questo tipo. Il percorso burocratico e progettuale parte dalla progettazione preliminare, che definisce il tracciato e i costi di massima. Segue la trasmissione al MIT, l’inserimento nel Contratto di Programma ANAS–MIT e, se i fondi sono disponibili, il passaggio alla progettazione definitiva. Qui scattano le valutazioni ambientali (VIA), le conferenze dei servizi con enti locali e le verifiche tecniche. Solo dopo si approda al progetto esecutivo, necessario per bandire la gara d’appalto. Da lì si arriva all’aggiudicazione dei lavori e infine alla realizzazione vera e propria. Un iter che sulla carta sembra lineare, ma che nella pratica italiana ha spesso tempi lunghi.

1. progettazione preliminare

ANAS redige il progetto preliminare dell’itinerario (in questo caso con priorità al tratto Morciola–Urbino). Questo documento definisce tracciato, caratteristiche tecniche di massima, impatti ambientali preliminari e stima dei costi.

2. valutazioni e approvazioni ministeriali

Il progetto preliminare viene inviato al MIT, che lo inserisce nella pianificazione del Contratto di Programma ANAS–MIT. Qui si valuta la coerenza con gli obiettivi strategici, i fondi disponibili e le priorità nazionali.

3. progettazione definitiva

Dopo l’approvazione, si passa alla progettazione definitiva, che dettaglia soluzioni tecniche, esecutive e di sicurezza, corredate dalle valutazioni ambientali obbligatorie (VIA) e dalle eventuali conferenze dei servizi con enti locali e Regioni.

4. progettazione esecutiva

Una volta ottenuti i pareri e le autorizzazioni, si procede al progetto esecutivo, che traduce in dettaglio costruttivo le opere e consente di indire la gara.

5. gara d’appalto e aggiudicazione

ANAS bandisce la gara per selezionare l’impresa (o le imprese) esecutrici. Si procede con le verifiche di legge e l’aggiudicazione.

6. apertura cantieri e realizzazione

Con la consegna lavori all’impresa vincitrice, si apre il cantiere. L’esecuzione è seguita da ANAS come stazione appaltante, con eventuali varianti in corso d’opera.

Gli esempi concreti: tra promesse e realtà

  • La Quadrilatero Marche–Umbria, pensata negli anni ’90, ha visto i primi cantieri aprirsi solo dopo oltre dieci anni di progettazioni, contenziosi e stop.
  • La Pedemontana Veneta: approvata nel 2002, i lavori sono partiti nel 2009 e l’apertura completa è ancora parziale dopo più di quindici anni.
  • La E78 Grosseto–Fano (la famosa “Due Mari”): inserita nei piani ANAS da decenni, con tratti ancora oggi incompleti.

In confronto, pensare che il collegamento Pesaro–Urbino possa vedere la luce in meno di 15 anni appare ottimistico.

Le stime di realizzazione: ottimismo vs. realismo

Secondo la simulazione, in uno scenario ottimista (iter snello, fondi già disponibili, pareri rapidi), il tratto Morciola–Urbino potrebbe essere percorribile in 8–10 anni.

Nello scenario realistico/pessimistico, tenendo conto di rallentamenti burocratici, ricorsi, revisioni progettuali e complessità geologiche del territorio, i tempi salgono facilmente a 15–20 anni.

Dunque, la domanda è: stiamo parlando di un collegamento stradale del futuro prossimo… o dei nostri figli? L’impegno c’è, le carte iniziano a muoversi, ma la storia italiana insegna che dalla carta al cemento il passo è tutt’altro che breve.

Pesaro

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