Riciclo della carta e limiti: fino a quando è riciclabile? 

riciclare la carta

Il tema riciclo della carta rientra, assieme ad altri topic, nel tanto citato Recovery Fund, che può essere tradotto in italiano con il termine “fondo di recupero”, messo a disposizione dall’UE ai Paesi membri per superare la crisi inflitta dal Covid nell’ultimo anno. Tra i punti trattati spiccano rivoluzione verde e transizione ecologica, che riguarda da vicino la filiera di carta e cartone, per la quale sono state formulate alcune proposte volte ad aumentare la capacità di riciclo da parte delle cartiere per tutelare l’ambiente, promuovendo al contempo la ricerca e lo sviluppo di nuovi processi che vadano a sostituire quelli troppo impattanti sull’ecosistema, senza trascurare la digitalizzazione della logistica per il tracciamento dei rifiuti.

Non si sa quando tali obiettivi verranno raggiunti tuttavia, dati alla mano, è possibile affermare che nell’ultimo anno il 62,4 % degli italiani ha differenziato la carta e il cartone in maniera più attenta, a seguito dell’incremento del delivery e degli acquisti online, che hanno contribuito ad aumentare la quantità di imballaggi in circolazione del 22%. L’Italia può vantare inoltre un primato importante: è tra i primi paesi europei per tasso di riciclo imballaggi, e potrebbe fare ancora meglio sfruttando a dovere le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund, anche se già 9 italiani su 10 vedono nella raccolta differenziata di carta e cartone un’abitudine consolidata nella quotidianità.

Il riciclo: un’azione concreta per aiutare l’ambiente

La decisione di  smaltire carta è una scelta consapevole e vantaggiosa, che produce benefici notevoli per l’ambiente, migliorando la qualità dell’aria. Qual è il nesso tra questi due aspetti? La deforestazione è uno dei rischi in cui si può incappare non riciclando la carta, mentre se si decide di eseguire questo procedimento a pieno regime si risparmierebbero almeno 180 milioni di alberi, i quali garantirebbero un assorbimento di circa 2 milioni e 700 mila tonnellate di anidride carbonica. Per ottenere la carta non servono solo gli alberi, ma anche parecchi litri d’acqua. Il riciclo di carta e cartone consentirebbe un consumo idrico inferiore all’80% di quello che servirebbe per produrre carta con cellulosa vergine.

Un altro aspetto positivo è la riduzione di materiale che verrebbe inviato in discarica, a vantaggio dello smaltimento della carta, evitando che vi sia un accumulo di rifiuti cellulosici dannoso per l’ecosistema.

Uno step in avanti è stato fatto negli ultimi anni in merito al processo di imbiancamento delle paste, che ha visto la sostituzione del cloro con altri agenti quali l’ozono o il perossido di idrogeno, meno inquinanti e in grado di garantire un’elevata qualità di bianco, in modo tale da offrire una riproduzione fedele dei colori in fase di stampa. Le cartiere che si occupano di riciclare la carta si muniscono inoltre di attrezzature adeguate per trattare il macero, le acque di scarico e i residui di lavorazione.

Un utilizzo consapevole della carta riciclata

Anche le singole azioni possono cambiare il mondo, per cui ognuno di noi può adottare piccoli accorgimenti che contribuiscono a fare la differenza per l’ambiente. In ufficio o a casa, quando si ha la necessità di stampare, si può pensare di utilizzare carta riciclata riportante la certificazione FSC che attesta la sua provenienza da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità, oltre a servirsi della funzione fronte/retro per sfruttare tutto lo spazio disponibile sul foglio. Se non è possibile procedere in questo modo, i fogli stampati solo da un lato possono essere sempre utilizzati per prendere appunti. Al supermercato si può prestare attenzione all’involucro dei prodotti, verificando la quantità di carta riciclata presente in essi, facendo in questo modo una scelta consapevole d’acquisto. Una volta che la carta o il cartone hanno terminato la loro funzione vanno smaltiti correttamente, ed è importante ricordarsi che non tutti i materiali cellulosici possono essere inseriti nel bidone della carta e del cartone in fase di raccolta differenziata, come si vedrà a breve.

Quando la strada del riciclaggio non è percorribile

Il processo di riciclaggio non può essere compiuto all’infinito: arrivati a un certo punto la carta da macero non può più essere recuperata perché le fibre diventano troppo corte per riuscire a fabbricare nuova carta. È stato stimato che una carta di buona qualità può essere trattata sette volte di seguito, mentre una carta da giornale, un cartone ondulato o un cartoncino al massimo tre o quattro volte.

Non bisogna dimenticare che nella fase di riciclo viene sempre aggiunta della cellulosa nuova, definita cellulosa vergine. Esistono inoltre alcune tipologie di carte o cartoni credute riciclabili ancora da molti, e dunque inserite nei contenitori sbagliati in fase di raccolta differenziata. Tra queste la carta da cucina, sfruttata con frequenza durante la preparazione di pietanze e dunque contaminata dai residui di cibo, così come il cartone che funge da confezione per le pizze d’asporto. Essendo macchiati di sostanze oleose o altre eccedenze vanno gettati nel sacco dell’indifferenziata, allo stesso modo degli scontrini anche se per ragioni diverse, in quanto composti da carte termiche che possono causare grattacapi in fase di riciclo. Occhio agli inserti in plastica: se presenti vanno rimossi e inseriti nel bidone a loro dedicato. La carta velina rappresenta un’altra categoria non riciclabile perché la sua struttura è fatta di fibre troppo corte per poterla inserire nel processo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *