Fotovoltaico: le previsioni per il prossimo lustro

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Le regioni più soleggiate del mondo hanno un motivo in più delle altre per sorridere: entro il 2025 l’energia solare potrebbe raggiungere un livello di convenienza maggiore rispetto a quella ottenuta da gas e carbone. La fonte è il Bloomberg New Energy Finance (BNEF), il quale stima che il costo finale per installare 1 MW scenderà sotto i 74 centesimi di dollaro per watt, condizione resa favorevole dalla maggior efficienza dei moduli che costituiscono gli impianti fotovoltaici. Naturalmente tale traguardo verrà raggiunto dai Paesi del globo in momenti diversi: in Cina e in India ci vorrà qualche anno in più perché possiedono ampie riserve di carbone, mentre gli Stati europei e gli USA vedranno nel breve periodo il solare in vetta alla classifica delle fonti sfruttate. Puntare sul fotovoltaico è importante, soprattutto per il contributo dato alla salvaguardia dell’ambiente, ma non tutti riescono ad avere una situazione finanziaria favorevole per installare gli impianti, o un quadro regolatore preciso che consenta di produrre energia pulita.

Un settore in continua ascesa, con qualche piccolo stop

A prescindere dalle inevitabili differenze che intercorrono (e continueranno a esserci) tra i vari Stati, è indubbio che il settore fotovoltaico abbia subito un incremento negli ultimi anni, e continuerà ad averlo secondo la ricerca di mercato di IHS Markit, grazie agli incentivi messi a disposizioni per chi deciderà di installare pannelli solari, e all’implementazione della loro potenza, fino a 7 volte di più rispetto a quella attuale. Si prospetta che verranno raggiunti 142 GW di nuovi impianti fotovoltaici, e a guidare la crescita in Europa saranno soprattutto l’Italia, la Germania e la Spagna, con un incremento degli impianti del +63%.

Un periodo di stallo si è verificato nelle prime fasi dell’emergenza Coronavirus, in particolare c’è stato un blocco per quanto riguarda i processi di installazione, data l’impossibilità di muoversi lungo il territorio. Anche la produzione aveva subito un calo, dovuto alle poche richieste del prodotto. Insomma, tutti i comparti della filiera erano stati messi a dura prova. Il bilancio di fine anno è stato tuttavia positivo: il valore delle azioni delle aziende solari nel mondo è raddoppiato rispetto al 2019, rendendo evidente come il problema principale del fotovoltaico siano le politiche di governo: avanzare proposte per l’elettricità pulita potrebbe contribuire a diffondere più rapidamente gli impianti fotovoltaici. Le prospettive rispetto ai prossimi 5 anni rimangono in ogni caso positive, e guardano al solare come la più grande fonte di energia elettrica a livello mondiale, capace di mettere un punto al dominio del carbone come principale sorgente di energia.

Perché conviene investire nel fotovoltaico

Il fotovoltaico ha raggiunto già da qualche tempo la maturità, grazie ai cospicui investimenti nel settore, tuttavia molti utenti si chiedono se sia ancora conveniente dotarsi di un impianto o meno. La risposta rimane affermativa, anche perché i prezzi dei pannelli si sono abbassati notevolmente. Non è opportuno puntare sul fotovoltaico solo a causa di determinate limitazioni: se la spesa iniziale è alta, magari a causa del luogo in cui dovranno essere installati i moduli, o se l’assorbimento energetico dell’utente è esiguo durante l’anno. Ciascuno dovrebbe considerare l’ubicazione geografica e le abitudini di consumo messe in atto nell’arco della giornata. È possibile capitalizzare al massimo optando per un fotovoltaico con accumulo: lo scopo di questo sistema è immagazzinare l’energia che non si intende fruire nell’immediato, sfruttandola in altri momenti della giornata come la sera o la notte, senza doverla richiedere alla rete elettrica. Informandosi presso aziende del settore come Kennew, sarà possibile chiarire tutti i dubbi a riguardo.

Scenari e dati entro il 2025

Ora uno sguardo al futuro: il fotovoltaico non smetterà mai di evolversi, tanto che sono stati individuati alcuni trend che si verificheranno con tutta probabilità entro il 2025. In Europa il tema rientra nel cosiddetto Green Deal, che prevede finanziamenti e iniziative volte a favorire la transizione energetica dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Ecco gli obiettivi: contrastare i cambiamenti climatici e produrre nuovi posti di lavoro nei comparti eco-friendly.

Il digitale entrerà a pieno titolo anche negli impianti fotovoltaici: il 90% di essi sarà computerizzato, offrendo ai prosumer energetici la possibilità di connettersi tra loro, minimizzando i rischi in caso di malfunzionamenti delle installazioni. Inoltre sarà possibile scoprire con maggiore facilità i problemi, consentendo di intervenire tempestivamente e di guidare gli addetti ai lavori nella risoluzione delle difficoltà. Entro il 2025 cresceranno oltre il 30% gli impianti fotovoltaici associati allo stoccaggio di energia, mentre a sopperire la richiesta di una maggiore potenza del singolo modulo, ci penseranno le scoperte della ricerca nell’ambito dei semiconduttori, che potrebbero portare all’aumento della densità di potenza dell’inverter ben oltre il 50% nei prossimi 5 anni.

Si diffonderà capillarmente il design modulare, che consiste nell’integrare il pannello fotovoltaico col resto dell’architettura domestica o aziendale, offrendo la possibilità di installarlo anche a chi non può collocarlo su un tetto. Si tratta di una tecnologia ancora costosa e poco diffusa, tuttavia i ricercatori si stanno impegnando per renderla una realtà concreta e alla portata di tutti.

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