Architettura bioclimatica: cos’è e la differenza con l’approccio classico

architettura bioclimatica

Ogni giorno leggiamo notizie che ci fanno capire che, nonostante i tanti problemi, il mondo è in continua evoluzione sotto tutti i punti di vista e in tanti settori. Non fa eccezione l’architettura che da un bel po’ di tempo propone un metodo alternativo a quello classico e che si chiama Architettura bioclimatica.

Ma cosa vuol dire architettura bioclimatica?In poche parole si basa su un nuovo approccio grazie al quale è possibile sfruttare e ottimizzare le caratteristiche e le peculiarità della zona dove si andrà a costruire.

Quando parliamo di caratteristiche ci riferiamo al clima, alla vegetazione, alla topografia e alla geologia del terreno dove si andrà a costruire: sfruttarle significa organizzare e creare un ambiente confortevole per gli abitanti sotto tutti i punti di vista.

Il professionista esperto di architettura bioclimatica si occuperà di analizzare l’ambiente domestico, la distribuzione delle stanze perché l’obiettivo è quello di sfruttare la luce naturale del sole, stando attendo però a far si che la temperatura della casa non sia troppo alta.

Affinché il progetto sia vincente, l’architetto dovrà essere abile a trovare un equilibrio tra vari fattori e cioè in primis gli aspetti tecnici che andranno valutati bene e ci riferiamo alla ventilazione, al riscaldamento e alla ventilazione.

Inoltre andranno sfruttate al massimo le caratteristiche del luogo e cioè luce solare, sottosuolo e ventilazione naturale e infine anche quelle più specifiche dell’edificio stesso: in questo caso ci riferiamo al tipo di infissi, alla coibentazione e soprattutto alla tipologia di pavimento, tetto e delle pareti.

Se tutti i tasselli di questo intricato puzzle saranno incastrati bene il risultato sarà garantito! Molti si chiedono giustamente qual è la differenza con il classico metodo usato in architettura e la risposta è molto semplice.

Quando si lavora con un approccio più classico e tradizionale il focus è orientato a isolare la casa dall’esterno, mentre l’architettura bioclimatica si basa, come abbiamo visto prima, sull’incastro e sulla collaborazione e coinvolgimento tra riscaldamento, illuminazione, ventilazione.

Architettura bioclimatica:quali sono i vantaggi?

I vantaggi dell’architettura bioclimatica sono veramente tanti e si espandono a vari livelli e non è un caso se, l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense la consiglia sempre soprattutto per l’aspetto ambientale.

Infatti i benefici dal punto di vista ambientale dell’architettura bioclimatica sono veramente tanti!Come primo vantaggio possiamo citare la qualità dell’aria interna che migliora per via dei tanti scambi per il passaggio di aria.

Da non sottovalutare un altro vantaggio ambientale: il risparmio notevole dell’acqua, ottenuto grazie al fatto che vengono riusate le acque bianche meteoriche sia per irrigare i giardini che per lo scarico del bagno.

L’architettura bioclimatica regala anche risparmio economico grazie alla riduzione dei consumi partendo dalla bolletta energetica, che permette anche di diminuire l’inquinamento di C02 che viene in genere provocato dalla climatizzazione, dal riscaldamento e dall’illuminazione.

Inoltre ricordiamo che, da quando si è esteso l’uso dell’architettura bioclimatica, sono aumentati anche i posti di lavoro in questo settore, per i progettisti e le aziende, con conseguenze positive per l’economia.

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